Metabo getta la lancia, a cui ha legato Camilla, sull’altra sponda del fiume Amaseno

Metabo getta la lancia, a cui ha legato Camilla, sull’altra sponda del fiume Amaseno

Camilla è figlia di Casmilla e di Metabo, tiranno di Privernum, uno dei principali centri della terra dei Volsci. Quando il padre viene cacciato dalla sua città a causa del duro governo, porta con sé Camilla ancora in fasce (della madre di Camilla non si sa nulla, forse è morta nel dare alla luce la figlia). Durante la fuga, inseguito da bande di concittadini, Metabo giunge sulla riva del fiume Amaseno che per le piogge abbondanti si era gonfiato al punto da non poter essere guadato. Il re allora, avvolge la piccola Camilla con la corteccia di un albero, la lega alla sua lancia e la getta sull’altra riva del fiume. Raggiunto dai suoi avversari, si tuffa in acqua e attraversa il fiume a nuoto.

Metabo nutre la figlia Camilla con il latte di giumenta

Metabo nutre la figlia Camilla con il latte di giumenta

La leggenda narra che Camilla sia arrivata sull’altra sponda del fiume Amaseno sana e salva perché il padre la consacrò alla dea Diana, da questa consacrazione infatti le sarebbe derivato il nome Camilla (consacrata agli dei). Dopo la fuga da Priverno, nessuna città accoglie Metabo né egli, a causa della sua immensa fierezza, si piega a chiedere aiuto. La piccola Camilla, pertanto, cresce con il padre nei boschi, tra animali selvaggi e pastori, nutrita di latte di cavalle selvagge.

Camilla uccide Liri, Pegaso e Ornito

Camilla uccide Liri, Pegaso e Ornito

Appena comincia a muovere i primi passi, Metabo le dona arco e frecce e le insegna ad usarli. Camilla non indossa vestiti, ma solo pelli di tigre e ha un fisico perfetto: così veloce da superare il vento nella sua mascolinità, ma al tempo stesso donna di grande bellezza. Camilla è una guerriera, cresce addestrata sin da bambina all’uso delle armi, al combattimento e alle tecniche militari. Addirittura si narrava che si fosse fatta bruciare una mammella per essere più agile nell’uso dell’arco. Sembra provare amore solo per le armi dopo aver giurato verginità eterna come Diana, la dea alla quale il padre l’aveva affidata quando era ancora bambina.

Camilla uccide Orsiloco e Bute

Camilla uccide Orsiloco e Bute

Questa fama di guerriera invincibile, nel tempo porta Camilla – ormai cresciuta – a guidare una schiera di cavalieri Volsci e un’armata di fanti con armature di bronzo; al suo seguito ha anche delle donne guerriere, tra cui la fedele Acca. Camilla non sa filare e non conosce i lavori femminili, ma è abituata a sopportare fin da ragazza i duri scontri ed è velocissima nella corsa, tanto da superare i venti. La ammirano le madri e tutta la gioventù riversata dalle case e dai campi mentre avanza in corteo alla testa della sua schiera: un regale mantello le copre le spalle, un diadema d’oro le orna la chioma, porta con disinvoltura la faretra licia e, come pastorale, un’asta di mirto, sormontata da una punta.

Camilla insegue a piedi il figlio di Auno e lo uccide

Camilla insegue a piedi il figlio di Auno e lo uccide

Quando Enea giunge nel Lazio per scontrarsi con i Rutuli, Camilla soccorre Turno alla testa della cavalleria dei Volsci e di uno stuolo di fanti. La sua figura incute spavento e la sua baldanza è senza pari. Turno, però, pur ammirando il nobile gesto ed il coraggio di Camilla, decide che la sua alleata affronti sola la pericolosa cavalleria tirrenica, riservando per sé il compito di contrastare e battere Enea.

Arunte uccide Camilla

Arunte uccide Camilla

Gli atti di valore di Camilla non si contano: fa strage di nemici, si lancia in ogni mischia, insegue e colpisce a morte ogni avversario che vede, affronta ogni pericolo non accorgendosi del giovane etrusco Arunte che la segue nella battaglia per cercare di sorprenderla. Camilla crea lo scompiglio nei pur forti Etruschi e mette in fuga le schiere nemiche al punto che deve intervenire il re Tarconte per fermare i suoi ormai in rotta. Arunte coglie l’occasione: l’eroina, avida di ricca preda, scorge il frigio Cloreo, che in patria era sacerdote di Cibele; questi sfoggia un’armatura abbagliante d’oro e porpora, coperto da una clamide color del croco mentre scaglia frecce dalle retrovie col suo arco cretese. Camilla si mette al suo inseguimento e dimentica tutto il resto accecata dalla bramosia di impossessarsi delle sue armi. Allora il giovane etrusco, nascosto tra la boscaglia e invisibile all’eroina, le scaglia alle spalle una lancia guidata dal volere divino di Apollo che la ferisce a morte, trafiggendole il costato e che fuoriesce appena sotto al seno.

Il corpo esanime di Camilla viene sorretto dalla fedele Acca e da un'altra amazzone

Il corpo esanime di Camilla viene sorretto dalla fedele Acca e da un’altra amazzone

Accorrono trepidanti le sue compagne per soccorrerla: Camilla si strappa la lancia, ma la punta resta incastrata tra le costole. Camilla ormai morente si sente venir meno, cade e affida ad Acca, la sua compagna più fedele, un ultimo messaggio: informare Turno della sua morte affinchè entri in battaglia e difenda le terre dai Troiani. Alla morte di Camilla, Arunte timoroso cerca di fuggire, ma sarà ucciso da una freccia di Opi, ninfa del seguito di Diana, per volere della dea stessa. La morte della vergine Camilla sarà il preludio della sconfitta dei Rutuli e degli italici tutti che si erano stanziati nell’Italia meridionale. Infatti Turno anche se riuscirà a sconfiggere moltissimi nemici sarà ucciso da Enea nel duello finale.

Il corpo della vergine Camilla, sacra a Diana, è trasportata con le armi in cielo

Il corpo della vergine Camilla, sacra a Diana, è trasportata con le armi in cielo

Affreschi di Nicolò Dell’Abate / Sala di Camilla, Palazzo Poggi – Bologna

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